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Author: Francesco Mango - 1890

Translated into Italian

Original title (Sardinian):
Is cunçillus de salamoni

Country of origin: Italy

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I consigli di salamone

Francesco Mango

Una volta c’era un negoziante, e teneva un negozio di roba. Un giorno, di mattina, presto, è andato ad aprire il negozio, e nello scalino ci ha trovato un uomo morto; ha avuto paura per non essere arrestato; che ha fatto? se n’è partito, ha abbandonato la moglie e tre figli. Arriva a questo paese, cerca d’impiegarsi, e non ne poteva trovare. Finalmente sente che uno cercava un cameriere, e lui per non averne potuto trovare nessun altro, disse: – «Entro qua». E così aveva fatto. Questo signore si chiama Salomone; tutti gli abitanti andavano da questo a pigliare consigli, siccome lo tenevano come un profeta. Questo cameriere gli voleva molto bene, come il padrone voleva bene a lui, e c’è stato venti anni. In questi vent’anni non aveva saputo mai della sua famiglia. Un giorno ha detto al padrone: – «Padrone, ho deciso di andare dove la famiglia mia, mi faccia il conto che devo partire». Questo nel tempo che c’era, non aveva pigliato mai niente della paga che gli spettava. Il padrone accomodò il conto, e gli ha dato trecento scudi. Si congedò per andarsene; e quando era scendendo per la scala, il padrone lo chiamò e gli disse: – «Tutti vengono a pigliare consigli da me, e tu te ne vai così». Gli rispose il servo: – «Quanto vuole per un consiglio?» – «Cento scudi». Pensò bene, allora tornò a salire, gli ha dato cento scudi, e gli disse: – «Mi dia il consiglio». E il padrone gli disse: – «Non lasciare la strada vecchia per la nuova». – «Eh! una parola sola cento scudi», aveva risposto il cameriere. Gli ha detto il padrone: – «Te lo faccio per ricordartene». Quando era nella scala, torna a salire e gli disse: – «Padrone, un altro consiglio»; e gli dà altri cento scudi; e dice il consiglio: «Non ti mettere mai in fatti altrui». E tra sé disse: – «Adesso in vece di portare a casa cento scudi, meglio mi prendo un altro consiglio»; e l’ha preso che è questo: «La rabbia d’oggi lasciala a domani». Se ne era andando, e il padrone lo chiamò, gli diede una focaccia, e gli disse: – «Questa non la tagliare se non sei nella tavola con tutta la tua famiglia». – «Sì, sì», rispose il cameriere, e partì. Quando era camminando, incontra tanta gente, e gli dissero: «Vieni con noi?» Esso subito si era ricordato del consiglio, e ha detto tra sé: – «Diedi cento scudi al padrone mio, che mi disse: non lasciare la strada vecchia per la nuova»; e non è andato con quelli, ha continuato quella che faceva. Continua andare, dopo un poco sente tanti spari, tante gridate, ed era che i banditi avevano ammazzato quelli. E lui disse: «Belli e benedetti gli siano al mio padrone, mi ha salvato la vita». Continua a camminare, e si fa notte, non aveva dove alloggiare, era nel deserto. Finalmente da lontano vede una piccola luce, cammina finché arrivò. Questa era una casa, picchia alla porta, e aprono; ha domandato se gli davano alloggio per quella sera, gli dissero di sì, e lo fecero entrare. Il padrone di questa casa faceva la cena, prepara la tavola, e si siedono a mangiare. Il padrone apre un sotterraneo, e ne fa uscire una donna; questa era cieca, le ha dato a mangiare in un teschio di morto, e per cucchiaia un pezzo di canna. Poi che avevano finito, la fece scendere di nuovo, e la chiuse. Allora disse al passeggiere: – «Che ne dici di questo che hai visto?» Esso ha risposto: – «Lei saprà i suoi fini». Allora il padrone della casa gli disse: – «Questa è mia moglie; quando io partivo, essa riceveva un altro uomo, io sono venuto a casa, ci ho incontrato questo, e l’ho ammazzato; il piatto che ho dato ad essa è la testa di quell’uomo, e la cucchiaia è la canna con cui ho levato gli occhi a lei». E gli domandò: – «Come ti pare? ben fatto, o mal fatto?» Esso gli ha risposto che era ben fatto. Il padrone gli disse: – «Bravo, se mi avessi risposto il contrario, ti avevo ucciso». E disse il passeggiere: – «Benedetti siano al mio padrone i cento scudi, mi ha salvato la vita due volte». L’indomani è partito, la sera arriva al suo paese, e va alla strada dove aveva lasciato la famiglia, e in quella casa c’erano tante luci, e vede la moglie affacciata con un giovinotto, toccandogli la faccia con una gran confidenza. Esso teneva tanta rabbia che la voleva sparare; allora ha pensato bene e ha detto: – «Cento scudi diedi al mio padrone che mi disse: la rabbia d’oggi lasciala a domani». Finalmente domanda a una donna della strada: – «Che c’è in quella casa?» Essa gli rispose che quello era il figlio, e che aveva detto messa il primo giorno. Allora disse: – «Belli e benedetti siano i cento scudi al mio padrone, mi ha salvato la vita per tre volte». Allora è salito a casa sua, ha picchiato alla porta, la moglie ha aperto, subito son venuti i figli che non lo conoscevano, l’hanno tutti abbracciato; allora la gente se n’era andata, e loro erano andati a cenare, egli aveva tagliato la focaccia, e aveva trovato i trecento scudi, che il padrone gli aveva preso per non dimenticarsi de’ consigli.